#AziendeSicure: Intervista a Alessandro Bettinoni di Saottini Auto

Continuano gli appuntamenti con le #aziendesicure che hanno scelto di affidarsi al team di Seri-Art per dotarsi degli strumenti di protezione necessari per affrontare l’emergenza sanitaria in sicurezza. In questa puntata incontriamo Alessandro Bettinoni, Direttore Generale di Saottini Auto, che ci ha raccontato le soluzioni approntate in azienda e le applicazioni dei nostri dispositivi di protezione.

Alessandro Bettinoni Saottini AutoDa quanto tempo il Gruppo Saottini collabora con Seri-Art?

Conosciamo Seri-Art e i Signori Galbignani da più di vent’anni, ma la collaborazione sugli aspetti relativi alla protezione è partita in concomitanza con le primissime fasi della pandemia, nel marzo 2020.

Di fronte all’esigenza di mettere in sicurezza gli oltre 185 dipendenti che lavorano nel nostro Gruppo, Seri-Art è stata in grado di fornirci i dispositivi nell’arco di una settimana. In seguito, con calma, sono state approntate ulteriori migliorie, ma la risposta alla prima fase emergenziale è stata davvero rapidissima.

 

Che tipo di dotazione avete approntato nella vostra struttura?

Le dotazioni sono principalmente di due tipi: i pannelli Proteggimi sono stati applicati su tutte le scrivanie e su tutti i “punti di contatto”, dal salone agli spazi di back office: questo ci ha permesso di lavorare avendo un’importante schermo contro le possibilità di contagio. 

Parallelamente, abbiamo dotato tutti i nostri venditori delle visiere Serimask, per permettere loro di compiere agevolmente tutti gli spostamenti da una parte all’altra dell’azienda, con la certezza di essere sempre protetti e di proteggere i propri interlocutori anche in contesti in cui non era possibile applicare un pannello fisso di policarbonato. 

 

Come è cambiato il vostro lavoro con l’emergenza sanitaria?

Il nostro lavoro vive di relazione con il cliente e si nutre delle emozioni che le automobili suscitano: la situazione attuale ci ha imposto di ripensare molte delle nostre attività di consulenza e vendita, introducendo delle barriere, necessarie, ma che di certo non aiutano da un punto di vista commerciale.

È stato un processo di adattamento da parte di tutti, sia per i nostri venditori sia per i clienti, ma dopo le prime settimane di ambientamento, ci siamo in buona parte abituati a questo scenari.

 

Come hanno vissuto questa situazione i vostri clienti?

Dai riscontri che riceviamo, possiamo dire bene. Abbiamo voluto creare fin da subito tutte le condizioni necessarie per accogliere i nostri clienti in un ambiente non solo sicuro, ma anche sereno e rassicurante e questo aspetto viene spesso notato dalle persone più attente.

La holding di cui facciamo parte, Eurocar Italia, è una realtà di più di 1.300 dipendenti e fa riferimento diretto a Volkswagen Group, pertanto l’approccio all’emergenza è stato quello di un’azienda di livello internazionale: linee-guida chiare e complete per la gestione di tutti gli aspetti critici. 

In aggiunta ai preziosi suggerimenti del Gruppo, ho ritenuto di integrare le prescrizioni con soluzioni adattate al nostro contesto, quale ad esempio la dotazione della visiera Serimask ai venditori, e questa particolare attenzione al dettaglio ci è stata riconosciuta anche dai nostri partner internazionali, che ci hanno fatto i complimenti.